Diventeremo tutti delle utenze?

Diventeremo tutti delle utenze?


Poco tempo fa, durante un workshop, i commerciali di un’azienda fanno emergere la difficoltà nel differenziare la loro proposta rispetto alla concorrenza. Siamo tutti uguali, dicono. In effetti, i clienti potrebbero fare molti ordini anche senza il loro contributo. 

Il lavoro di chiunque è cambiato e sta continuando ad evolversi verso lo stato di utenza, di commodity.

Quello che offriamo è sempre più replicabile da altri, in sempre  più settori. 

Se non viene replicato da altri è solo perché non conviene.

Ma cosa potrebbe accadere ancora nei prossimi anni?

Nei prossimi anni, gli ambiti di applicazione dell’Intelligenza Artificiale saranno sempre più ampi e andranno ben oltre l’aiuto nello scattare stupende fotografie con il nostro smartphone.

Le tecnologie esponenziali distruggeranno molte delle industrie di beni e servizi che conosciamo oggi, e lo faranno con fattori di moltiplicazione difficili da concepire. 

Molte delle occupazioni che ricopriamo oggi, saranno svolte dalle macchine che ottimizzeranno i costi per le aziende che potranno continuare ad offrire le utenze che proponiamo oggi noi umani.

Ci verrà richiesta una sempre maggiore capacità di adattamento ed innovazione per evitare di essere sostituiti dall’AI. Un esempio in questo articolo dell’AGI.

Dovremo essere in grado di trasformare la scarsità in abbondanza, cosa di non poco conto, perché è una questione di mentalità. 

Cambiare il nostro modo di pensare in un’ottica più possibilista e ottimistica è già ora una sfida, visto come viene percepito il nostro contesto. La propensione della stampa italiana a trasmettere catastrofismo è innegabile. Il detto americano “se c’è sangue, vende” è applicato direttamente dai maggiori media, stravolgendo quella che è la realtà, fatta invece di numeri, almeno quelli quasi incontestabili.

Per alcuni sarà sicuramente più difficile evolvere verso il dinamismo e la creatività. 

Conoscere, interpretare la realtà e capire come mantenere viva la propria capacità creativa è senz’altro una chiave di volta. E’ questo quello che già oggi cercano le aziende: persone in grado di dare un contributo in più, oltre la propria job description.

Chiunque di noi riconoscerà le tecnologie esponenziali e le aziende che le propongono prima di altri, potrà avere sempre maggiori possibilità di trasformare il poco in abbondanza.

Queste persone eviteranno di farsi soffiare la promozione o il “posto” da un computer.

Alessio Sergi

Consulente e docente, appassionato di tecnologia, storia e strategia che cerca sempre di utilizzare come fonti per nuove idee e progetti. Autore del libro "Presentazioni Efficaci" edito da Amazon.

Avatar

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *