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Microlearning: tre consigli per migliorare le skill dei tuoi dipendenti

MicrolearningNon è un segreto l’amore per microlearning da parte di molte aziende.
Piccole quantità d’informazioni, a volte, possono essere molto più efficaci di programmi con contenuti lunghi. Solo perché l’apprendimento è suddiviso in mini lezioni non significa per forza che sia buono. Per capire il motivo basta fare l’esempio del corto straniero senza sottotitoli. Come ci si sente davanti a una situazione del genere? Senza dubbio disorientati.

Ecco perché, per migliorare la situazione, è il caso di seguire alcuni suggerimenti di microlearning in grado di migliorare la qualità del processo di insegnamento e, di conseguenza, anche le skill dei discenti.

Gioca con la conoscenza esistente

I cervelli delle tue risorse sono pieni di informazioni che arrivano da altre lezioni, da esperienze, da ricordi. Il microlearning, per essere davvero efficace, deve rispettare questa rete di conoscenze. Se i contenuti presentati nel corso delle lezioni risultano ridondanti, verranno ignorati anche se sono proposti in sessioni brevi. Per evitare questa deriva, è necessario creare un percorso di apprendimento univoco in grado di venire incontro alle caratteristiche e all’universo esperienziale di ciascun studente.

Per raggiungere questi risultati, è opportuno che tu conosca i tuoi studenti prima di iniziare, così da assicurarti che il microlearning sia un processo il più possibile personalizzato.

Il Microlearning non è sinonimo di riduzione delle lezioni

Uno dei più grandi errori che le aziende fanno quando hanno a che fare con il microlearning nei programmi di formazione, consiste nel concentrarsi eccessivamente sulla riduzione dei moduli per adattarsi a un tempo più breve e a schermi di dimensioni minori.

Invece di creare soluzioni personalizzate per impegnare i discenti, hanno la convinzione che sia sufficiente adattare tutto dal punto di vista “quantitativo”. Certo il nome microlearning può trarre in inganno. Per capie bene perché è necessario andare oltre, è il caso di chiamare in causa l’esempio dei Lego.

Quando si gioca con i Lego, si inizia sempre con un gruppo di piccoli blocchi. Quando si inizia la creazione vera e propria, si pone ogni blocco in cima all’altro.

Lentamente si arriva al risultato finale, sia esso una casa o un razzo. Il microlearning funziona perché richiede piccoli pezzi di informazioni chiave che aiutano il discente a sviluppare le competenze nel tempo. Ecco perché si tratta di un metodo ideale per le aziende che adattano continuamente i propri programmi formativi alle nuove tecnologie.

Grazie al microlearning è possibile sostituire dei “pezzi” inserendo informazioni più al passo con i tempi, senza stravolgere l’esperienza di apprendimento.

Concentrati sull’essenziale

L’ultimo ma non meno importante segreto di microlearning per un programma di apprendimento efficace consiste nell’offrire ai discenti esattamente quello che vogliono e devono sapere. Per capire bene l’offerta di contenuti ideale, pensa un attimo ai video di Buzzfeed che mostrano la preparazione di un pasto dall’inizio alla fine in meno di 60 secondi.

Questi video sono dei piccoli colpi di genio perché giocano molto sui principi del micro apprendimento. Forniscono una quantità minima di informazioni e il backup del contenuto grazie ad immagini che dicono esattamente cosa serve per preparare un pasto.

La cosa migliore, è che fanno tutto questo in meno di 60 secondi!

Cosa ne pensi? Applichi già questi consigli di microlearning? Di’ la tua nei commenti!

 

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